Questo spettacolo rientra in
«Un giorno mio padre mi regalò l’unico consiglio sulla scrittura che mi abbia mai dato: mi disse che se mentre scrivi ti inchiodi e la storia non va più avanti, molto probabilmente hai preso una deviazione sbagliata. Allora devi tornare indietro fino all’ultimo passaggio che ti convince, ti appassiona, e da lì riprendere il racconto cercando un diverso sviluppo… Quando sono arrivato a scrivere gran parte di questo racconto mi sono inchiodato».
Così, ha inizio il racconto di Jacopo Fo raccolto in un libro che poi si fa spettacolo animato da una galleria di storie e ricordi che tentano di soddisfare curiosità frequenti: com’è essere figlio di Franca Rame e Dario Fo? Com’è crescere con due genitori così? Cosa ti hanno lasciato?
Se da un lato sono domande di cui si pensa – ormai – di conoscere la riposta, in verità è sorprendente notare come ad ogni occasione affiorino alla mente nuovi ricordi ed emozioni che conducono altrove.
E, per inciso, Jacopo Fo conduce il pubblico attraverso una cornice popolata da guitti e attori girovaghi, da affabulatori, scenografi e disegnatori di favole, salde fondamenta nella storia del nostro paese e all’interno di una famiglia governata da estremi, felicemente sospesa al limite della realtà.
di e con Jacopo Fo
dall’omonimo libro edito da Guanda
regia Felice Cappa
produzione Compagnia Teatrale Fo Rame
distribuzione Corvino Produzioni
Cinema Teatro Franca Valeri
Via Giuseppe Verdi 8/ABomporto, Modena 41030 Italy
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Verba manent. Canto per Ennio De Giorgi
Fabrizio Pugliese e Fabrizio Saccomanno
Bomporto
The Cameraman, di Buster Keaton e Edward Sedwick (USA/1928)
Orchestra Senzaspine
Bomporto
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