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L’assaggiatrice di Hitler racconta la complessità della colpa e della complicità, mostrando quanto sia facile scivolare nel Male senza sceglierlo, guidati solo dall’istinto di sopravvivenza.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Rosa e altre nove ragazze sono costrette a diventare assaggiatrici di Hitler per scongiurare possibili tentativi di avvelenamento. In questo ruolo paradossale, Rosa si trova a dover conciliare il bisogno naturale di nutrirsi con il fatto di sostenere, senza volerlo, un tiranno, un conflitto che mette a nudo la fragile linea tra innocenza e colpa.
Il nazismo, presente come realtà storica e simbolo universale di oppressione, crea un clima di terrore ma lascia anche spazio alla resistenza umana. La scena si trasforma quindi in un prisma onirico di voci, corpi, luci e suoni, dove lo spettatore viene chiamato a riempire con l’immaginazione ciò che non è mostrato.
Il risultato è un’esperienza intensa, in cui violenza, sopravvivenza e colpa diventano l’occasione per riflettere sulla natura umana e sulla capacità di adattarsi senza perdere la propria dignità.
tratto da Le assaggiatrici di Rosella Postorino
di Sandro Mabellini
drammaturgia Gianfranco Pedullà, Rosella Postorino
con Silvia Gallerano, Alessia Giangiuliani
fisarmonica e voce Marlene Fuochi
musiche originali Francesco Giorgi
disegno luci Gianni Pollini
sound designer Jacopo Cerolini
scenografia Giovanna Mastantuoni
costumi Veronica Di Pietrantonio
aiuto scenografo Francesco Mancini
produzione Teatro popolare d’Arte
Auditorium Rita Levi Montalcini
Via 29 Maggio, 4Mirandola, Modena 41037 Italy
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